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ICT ecosostenibile: scelta responsabile e opportunità


I Convegni

La smaterializzazione dei documenti
Sala Auditorium Regione E.R. – Bologna, 28 marzo 2008


Non vi è dubbio che tra le principali pratiche virtuose finalizzate a ridurre l'impatto ambientale dell'ICT, l'eliminazione della documentazione cartacea dagli uffici occupi un posto preminente. Le tecnologie in grado di realizzare quest'obiettivo sono ormai mature, e sempre meno sembrano essere le controindicazioni tali da sconsigliare la realizzazione di un ufficio 'senza carta'. Tanto più che le normative in questo senso, limitandoci ai documenti aventi valore legale, si fanno sempre più numerose e stringenti. La finanziaria 2008, ad esempio, introduce l’obbligo di fatturazione elettronica per le operazioni intercorse con la pubblica amministrazione, forzando di fatto i fornitori della PA ad adeguare le proprie dotazioni ICT in modo da recepire la normativa. Questa, per altro, non fa che trasformare in obbligo una precedente legge che si limitava ad 'ammettere' la fatturazione elettronica e la conservazione sostitutiva dei documenti. Per molti, tuttavia, essa costituisce il primo passo verso un'imposizione generalizzata delle stesse pratiche nei rapporti tra tutti gli operatori economici, compresi quelli privati.


Quali sono, in ottica ambientale, i benefici della cosiddetta 'smaterializzazione' dei documenti? Il più ovvio è il minore uso di carta, ma anche dell'energia necessaria a produrre, far funzionare, smaltire i dispositivi di stampa. Ci sono naturalmente anche grandi benefici dal punto di vista organizzativo, che coincidono con costi inferiori e un minor dispendio energetico in senso più generale. Ad esempio: minori volumi di carta da archiviare significano minori spazi 'fisici' da attrezzare, manutenere, riscaldare, condizionare. La possibilità di trasmettere e condividere i documenti in formato elettronico vuol dire minori costi (economici ed energetici) di trasporto degli stessi, nonché la capacità degli utenti di operare sui documenti senza necessariamente spostarsi dove questi ultimi risiedono. Vuol dire quindi uffici più piccoli ed economici da gestire, e meno persone in viaggio a consumare energia e produrre gas-serra.


Il convegno organizzato da Club TIER prenderà in considerazione tutti questi aspetti, illustrando tecnologie, normative best practices. L'obiettivo sarà quello di mettere in evidenza i benefici dell'approccio 'paperless', benefici che riguardano sì la salvaguardia dell'ambiente, ma anche, in modo più diretto, l'ottimizzazione delle organizzazioni che intendano metterlo in pratica.

 

Mobilità e collaborazione: i modelli organizzativi dell'impresa digitale
ICT Trade, Ferrara – 5 giugno 2008


Grazie alle più recenti tecnologie ICT, esiste oggi l'opportunità di sfruttare le comunicazioni di rete per rendere le organizzazioni più efficienti e agili, proteggendo allo stesso tempo il pianeta. Le connessioni a banda larga e la smaterializzazione dei documenti permettono ai lavoratori di operare da casa (o da qualunque altro luogo) usando email, applicazioni groupware, reti private virtuali, video conferenza, VoIP e tecnologie simili per collaborare e interagire con i membri del proprio team. La convergenza di funzioni comunicative multiple in dispositivi multifunzionali come palmari o smartphone consente inoltre di limitare la proliferazione di dispositivi in dotazione ai lavoratori mobili e remoti (cellulari, BlackBerry, notebook, PDA,...), che rischierebbe altrimenti di diventare insostenibile in termini di produttività e impatto ambientale.


Con il contributo di queste tecnologie, il business può essere attivo sempre, ovunque e in qualunque circostanza, incluse le occorrenze che impedirebbero alle persone di recarsi al lavoro quali scioperi dei trasporti o avversi eventi atmosferici. D'altro canto, una forza lavoro più indipendente e mobile significa minor traffico sulle strade, uffici più piccoli e meno esigenti in termini di energia necessaria per illuminazione e climatizzazione, nonché una quantità inferiore di dispositivi d'ufficio da alimentare.


Il convegno organizzato da Club TIER cercherà di fare il punto sulla varietà di soluzioni tecnologiche a disposizione delle organizzazioni che intendano decentralizzare il proprio modello organizzativo d'ufficio, mettendo in evidenza tutti i benefici ottenibili in termini di flessibilità, produttività e riduzione dell'impatto sull'ambiente.

 

Il 'Green Data Center'
Parma - settembre 2008

Una stima dell'analista Idc sostiene che oggi, per ogni euro di spesa per l’acquisto di apparati ICT, si spendono altri 50 centesimi nel corso del ciclo di vita della macchina per la sua alimentazione e il raffreddamento. Entro il 2010 si potrebbe arrivare a 70 centesimi e più o meno alla stessa data, secondo dati Gartner, il 50% dei budget IT potrebbe essere allocato alle spese energetiche. I risparmi energetici che è possibile mettere in atto sono moltissimi, ma il raffreddamento dei sistemi è certamente uno dei problemi più impellenti, se è vero che i chip, oltre a utilizzare un’infinitesima frazione dell’energia che li raggiunge, sviluppano ormai più calore per centimetro quadrato di un ferro da stiro e, di conseguenza, il 45-60% della spesa energetica di un data center se ne va in condizionamento. Grazie allo sviluppo tecnologico, i centimetri quadrati si stanno fortunatamente riducendo e si susseguono le iniziative industriali di risparmio energetico e beneficio ambientale derivanti dalle nuove tecnologie. La gara tra i maggiori produttori di CPU, ad esempio, sembra essersi spostata dalle performance di calcolo pure al rapporto tra le prestazioni ed il consumo energetico, e conseguente minore dissipazione di calore.


Una corretta strategia di ottimizzazione del Data Center non può non tenere in considerazione questi problemi, adottando perciò un approccio integrato che che preveda l'implementazione degli apparati energeticamente più efficienti, ma che consideri anche fattori di tipo architetturale come la virtualizzazione di server e storage. Un'architettura che consolidi un gran numero di server e apparati di storage 'fisici' in una quantità inferiore di sistemi dotati di unità 'virtuali', non solo riduce il numero di sistemi da gestire, alimentare e raffreddare, ma rende al contempo l'organizzazione più agile e flessibile ai cambiamenti. Un'ultima considerazione riguarda gli spazi architettonici che devono ospitare i Data Center: sta ora emergendo una nuova generazione di sistemi di gestione degli edifici che consente di connettere gli impianti di riscaldamento, alimentazione elettrica, illuminazione e raffreddamento con la rete di elaborazione dati, permettendo di conservare energia e risorse attraverso un'azione sinergica.


Questi saranno i temi che animeranno il convegno promosso da Club TIER, un evento dedicato ad illustrare gli avanzamenti della tecnologia in grado di rendere i Data Center più efficienti, meno costosi e in definitiva più rispondenti alle ormai inderogabili esigenze di salvaguardia dell'ambiente.

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